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CHIODI QUADRI FIORI E PICCHE
La prima volta che ho disegnato una piccozza avevo sei anni, ho trovato un vecchio disegno
su un quaderno di prima elementare dove nel più banale degli schizzi immaginavo come si salisse
una montagna: picca in mano, dei "cosi con i chiodi ai piedi" e una fila di chiodi abbastanza vicini (...) senz'altro
nella mia testolina giravano i racconti di mio nonno che partigiano saliva le montagne per scappare o nascondersi...
nei suoi racconti c'era sempre un tale Tenente Corbelli che gli diceva di salire una parete o
improvvisare una corda doppia e quando mimava le sue ascensioni c'erano sempre degli enormi
scarponi immaginari ai piedi che senz'altro si era costruito con qualche ferro e un po' di spago e tanta fantasia...
Un po' di quella fantasia credo di averla "presa in prestito" e un po' di anni dopo ho costruito la mia prima piccozza.
Pesava tre chili, ma non nel senso che era molto pesante, pesava 3000 e qualcosa grammi,
serviva per una vetrina di un negozio che voleva qualcosa di "scenico" fa niente se non funziona. Bellissima,
interamente in acciaio inossidabile, manico testa, becca, puntale. Con la testa smontabile e riponibile
nello zaino. Becca spessore 8mm, non lavorata e lasciata piatta che a pensarci adesso dovevo essere convinto che
il ghiaccio fosse poco più che panna.
La seconda picca era un'evoluzione per peso e dimensioni, "liberamente tratta" dalle prime quark ergo appena uscite
viste in un filmato, due giorni dopo avrei avuto la prima e unica lezione del corso cascate del
CAI di Mantova e volevo presentarmi con le mie picche. Interamente realizzate in ergal 3 strati da 8mm di spessore,
becca compresa. Sagomata come volevo, spaziale da vedere, il peso scende di colpo a 800 grammi. Gli istruttori
le danno un'occhiata, mi invitano a batterla su un muretto di ghiaccio
lungo il sentiero della val Daone che porta alle cascate. Parto deciso, batto forte e vibro per un po'...
picca bocciata con parere insindacabile.
Il prossimo corso sarebbe stato l'anno successivo, avevo un anno per
cavare fuori qualcosa di buono e rimediare alla figuraccia, per sfida e un po' perché mi dava la possibilità di decidere che materiale usare.
La scelta dei materiali è in assoluto la parte che preferisco in un progetto. La possibilità
di scegliere materiali per una cosa che poi si utilizza è una cosa eccezionale. La cosa che risultava evidente
era la necessità di ridurre il peso, alleggerire il manico e appesantire la becca. La soluzione più immediata
è stata quella di montare becche commerciali su manici artigianali. Costo ridotto, risultato mediocre,
ma picca che funziona. Entravo così involontariamente a far parte di quella schiera di appassionati dell'arrampicata su
ghiaccio che ancor più dei rocciatori hanno un vocabolario variopinto ed estremamente preciso, fatto di
angolo battuta, aggancio, bilanciamento e una vera ossessione per "il primo dente" che per tanto che lo si lima un'aggiustatina ancora non
guastava... io ascoltavo ma non capivo granché... mi informo un po' su internet e sul sito di Bubu vedo che
modifica da solo il materiale che poi usa. Gli mando una mail per chiedergli un parere su quello che avevo fatto. Non
mi era sembrato molto entusiasta ma mi era parso favorevolmente attratto da alcune cose strane che mi ero costruito.
Dopo qualche mese mi scrive, ci incontriamo e proviamo a buttar giù qualche idea insieme... e così dopo un po' di notti
spese davanti al pc, un paio d'anni di prove, cose rifatte, prove di rottura adesso guardo quello che abbiamo realizzato e un po' sono contento.
Quello che abbiamo ottenuto è una piccola magia, niente di impossibile s'intrenda, ma per noi è una grande soddisfazione.
Avere la possibilità di lavorare con quella sfera dei materiali che ricade nella classificazione di "composito"
apre possibilità di progettazione e realizzazione che le lavorazioni classiche con le leghe metalliche non possono offrire.
Avere la possibilità di utilizzare acciaio altoresistenziale per creare oggetti di piccole dimensioni come
una becca è in qualche modo un privilegio. La quantità di materiale di una becca si riduce a qualche etto e per
quanto elevati possano essere i costi del materiale di partenza è un grande vantaggio poter discutere in "grammi". Abbiamo potuto
scegliere così il materiale secondo noi più idoneo senza preoccuparci eccessivamente del suo costo
e le lavorazioni per quanto brigose possano essere vengono eseguite su pezzi di ridotta dimensione e quindi
effettuabili con buona ripetibilità anche in modo artigianale, che poi è l'unico modo in cui sappiamo lavorare e l'unico che ci possiamo permettere...
ma in fondo passare ore davanti a un pezzo di metallo e con il proprio lavoro incrementarne il
valore non era il sogno dei vecchi alchimisti, quello di trasformare il piombo in oro...?
E la nostra piccola alchimia sta nell'accoppiare un manico in materiale composito con una lama
in acciaio ferritico ad elevata resistenza, proteggere alcune parti impiegando lega leggera e predisporre
le parti accessorie in titanio rende questo nostro prodotto una specie di bomboniera concentrata di
accorgimenti del tutto nuovi rispetto a quello che vedevamo in commercio.
Forse il fatto di non avere niente di già preparato ci ha dato la libertà di scegliere
quello che ritenevamo essere il materiale o il sistema migliore per ogni particolare, affidandoci
a collaboratori e amici che per passione e coinvolgimento spesso ci aiutano a risolvere i piccoli problemi
che inevitabilmente si incontrano quando si fa qualcosa di nuovo e così ci sono un sacco di persone che mi sento di dover ringraziare.
Prima di tutti mio papà perché quando avevo 5 anni mi ha regalato il meccano
e qualche tempo dopo mi ha attaccato la passione di giocare con i metalli.
Avio Brancato che con lampi di genio mi toglie spesso da guai meccanici all'apparenza irrisolvibili. La
torneria dei fratelli DiPadova che riescono a sistemare i casini che combino con fori e filetti.
Ivan e Gianangelo e Claudio della Comav Tecnology che con entusiasmo hanno messo esperienza
e tempo per realizzare le parti in composito.
E soprattutto Bubu che sembra progettato apposta per fare questo lavoro e che ha l'esperienza per valutare
al volo se una modifica va bene, o insomma, o proprio no, rendendo estremamente veloce il passaggio tra arrampicata-progetto-disegno-prototipo.
Stefano
PRODUZIONE
Credo... anzi sono convinto che nella vita sia giusto rischiare! ...non la vita di sicuro! ma
buttarsi per provare a realizzare i propri sogni! A volte può andar bene e a volte male,
ma come si dice: "l'importante è andare all'attacco"... e crederci fino in fondo! ...sarà comunque un successo!
Questo è vero... dipende tanto dal carattere di ognuno... e per quanto mi riguarda - non so se sia una fortuna o una sfortuna -
di certo io sono una testa dura... che deve provare!
In questi ultimi anni con il misto moderno sono diventato molto esigente per quanto riguarda l'attrezzatura,
ho passato molte ore nella mia cantina di casa a tagliare, saldare e modificare l'attrezzatura già esistente sul
mercato, ma sono arrivato ad un certo punto in cui ho sentito il bisogno di mettere in pratica tutta l'esperienza accumulata
in questi venticinque anni per quanto riguarda la scalata in generale.
Poche sono le aziende del settore che cercano di soddisfare le vere esigenze del alpinista nonché consumatore,
questo avviene perché per fare della buona attrezzatura, bisogna provare di persona oppure ascoltare i consigli di chi
veramente gli usa questi attrezzi!
Per cui ecco che si cade sempre nello stesso paniere dove si vuol fare un prodotto che costi poco ma
che vada bene per la massa! Questa filosofia però non va bene per chi è esigente e vuole
avere tra le mani dell'attrezzatura che funzioni e dia sicurezza!
Io sono uno di quelli... uno esigente... che pretende il massimo da sé stesso e da quella parte materiale che sta
tra me e la natura stessa! Credo che sia una maniera per vivere la vita nel migliore dei modi e più intensamente possibile!
Nel 2003 ho ricevuto un email da un certo Stefano Azzali di Mantova. Appassionato di montagna,
saldatore di professione, ma soprattutto un appassionato della metallurgia, che mi ha fatto vedere alcuni suoi prodotti
(piccozze) che costruisce durante il suo tempo libero!
Mi ha chiesto un'opinione sul prodotto ed io gli ho risposto che le sue picche
erano una porcheria! Non era un'offesa ma solo una considerazione! Ma da quelle foto sono rimasto
veramente colpito per la sua fantasia e creatività nel provare a fare qualcosa di completamente al di fuori di
quello che si poteva trovare sul mercato.
Ed è così che la fortuna di essere al posto giusto e al momento giusto ci ha dato l'opportunità
di trovarci sul banco di lavoro per provare a mettere in natura la mia esperienza e la sua manualità.
Ricorderò sempre tutte quelle ore passate davanti al suo PC dove io disegnavo su carta le piccozze
che già da anni avevo nella mia intricata mente, e lui che le riportava in tridimensionale sullo schermo
del PC con una velocità incredibile.
Ore ed ore a disegnare e ridisegnare, fino al momento di dar forma alla nostra idea, prima
in metallo e poi la decisione di inserire nel nostro prodotto il carbonio che ci avrebbe aiutato a
realizzare il nostro sogno-progetto.
Poi è arrivata l'occasione di conoscere la "Comav Technology" di Ivano Guerinoni e Gianangelo Rossi,
che anno avuto il coraggio di provare a mettere in pratica quello che io e Stefano avevamo messo sotto forma di "file".
Abbiamo trovato altre due "teste dure" che con la loro grande esperienza e testardaggine sono riusciti a
realizzare in carbonio questi manici di piccozza, ergonomici, leggeri, resistenti, belli da vedere, ma tanto... tanto difficili da fare!
Questa è stata una grande soddisfazione per tutti noi!
PASSIONE, MOTIVAZIONE e CREATIVITA' sono tre parole che ci accomunano nella realizzazione delle
nostre pazzie che ad un primo momento possono sembrare impossibili!
Per concludere poi, l'esito positivo alle prove di rottura del "TUV" product service
per le certificazioni internazionali dei prodotti ci ha dato la motivazione giusta per disegnare
altri prodotti tecnologici! Dove l'importante sarà soddisfare i praticanti! Io per primo!
Un grazie di cuore a Stefano, Ivan e Giana che mi sopportano e mi fanno stare
con i piedi per terra... e mi tengono a guinzaglio... (per quello che è possibile) durante la realizzazione di questi prodotti!
Bubu









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