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Dopo diversi anni senza usare piccozze e ramponi, mi giunse nell'inverno '99
la notizia di una prima via in "dry tooling"
aperta nella vicina Slovenia. Ero talmente caricato che
sono andato subito a vedere di persona. Venti metri di roccia e altrettanti di ghiaccio sospeso. Non sapevo come usare gli attrezzi sulla roccia, e allora ho appeso le piccozze all'imbragatura per arrampicare con le mani nude. Il calore delle dita scioglieva il velo di ghiaccio sulle tacche, e così potevo salire in sicurezza fino alla colonna di ghiaccio dove, incastrato fra la roccia e il ghiaccio stesso, ho potuto riprendere le piccozze per salire la seconda metà della via. Finito il tiro ero veramente entusiasta, ma il mio compagno mi ha suggerito che su quelle vie è meglio usare le piccozze anche per la parte di roccia perché semplifica la progressione! O almeno così sembrava dalle immagini che giravano sulle riviste specializzate. E' così, da quel giorno mi son fatto proprio prendere da questa nuova disciplina, tanto che adesso, in inverno, invece di andare a sciare preferisco salire strapiombi di roccia con colonne di ghiaccio sospese nell'aria, e penso di continuare a farlo finchè avrò questo grande entusiasmo... poi si vedrà.
DRY TOOLING
VIE NUOVE |
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Game over (Innsbruck) Pipistrelli con piccozze e ramponi Mister Big Ben (Landro) Grotta Caterina (Trieste) Falesia di Laghel (Arco) Arco 2004 Cineplex (Canada) Ueshinen (Svizzera) Musica e magia La via è bella Fly in the wind Mission impossible |
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| Fotografie di Andrea Gallo |