MEZZOGIORNO DI FUOCO
 
Quando decido di andare in Sardegna, ormai da una quindicina di anni, il motivo principale è sempre quello: il windsurf. Con la speranza che arrivi qualche grossa perturbazione per il vento! La Sardegna è il posto migliore per onde e vento, e poi il paesaggio e la natura sempre selvaggia.
Anche questa volta ho avuto fortuna con il vento e le onde, ma ho pagato per tutte le altre volte che sono finito indenne sulle scogliere: una caviglia storta, una tavola distrutta, due vele da buttare e due alberi spezzati... però ne valeva la pena!
Credo che il windsurf, oltre a distruggermi per la fatica, mi dia un'incredibile energia per la scalata... sarà forse per lo iodio o il salso, ma è già la terza volta che dopo una bella surfata riesco a salire un bel progetto: nel 2002 Hotel Supramonte, nel 2004 Isolitudine e quest’anno Mezzogiorno di fuoco.
Mezzogiorno di fuoco sulla punta Giradili, via aperta dalla premiata ditta Larcher, Vigiani, Oviglia tra il 2006 e il 2007 e poi liberata nel maggio di quest’anno, 270m diff. max 8b, 7c obbl.
La vittima dei jumar: la triestina Sara Cirilli, ormai già "santa" dopo le due giornate trascorse, sempre con i jumar, sulla Larcher-Vigiani in Marmolada nel 2006.
Con estrema pazienza e sopportazione mi ha seguito ed assicurato per cinque mattine, con un primo giorno di stress per i penzoloni che faceva sganciandomi i rinvii nel secondo tiro tanto strapiombante; ma poi, nei giorni successivi, le cose sono andate meglio... anche a penzolare in aria ci si abitua!
Il nome della via parla da solo... non proprio a mezzogiorno ma alle undici arrivava un sole infuocato e allora bisognava scendere velocemente per le corde fisse e rimandare al giorno dopo.
Nel primo giorno abbiamo salito i primi tre tiri, poi il quarto e il quinto e infine, il terzo giorno, il sesto e il settimo. Nella discesa ho anche rifatto un giro al quarto tiro, quello di 8a+.
Nei giorni successivi un po’ di mare, con il windsurf chiaramente, e poi di nuovo un’altra mattina a ripetere il secondo tiro, quello più duro, prima del giorno decisivo per la salita integrale.
Perturbazione in arrivo... vento, onde... via di corsa verso la costa nord-ovest.
Giorno indimenticabile! Poco vento, ma le onde erano veramente grosse... dai e dai... arriva anche il momento in cui si sbaglia, proprio quando non bisogna commettere errori! Cadere su quei frangenti a pochi metri dalla scogliera è come volare lungo su chiodi marci, non sai mai quando ti fermi e come va a finire.
Resoconto: la vela ridotta come un colabrodo, l’albero spezzato e la tavola che assomigliava ai cartelli stradali sardi, tutti bucati perché usati come tiro a segno. Per fortuna indosso sempre la muta intera, per colpa dell’acqua fredda e perchè mi tiene a galla visto che so nuotare appena.
Orecchie basse... però soddisfatto!
La temperatura in generale, per essere agosto, era abbastanza bassa e le previsioni davano un tempo decisamente instabile. Decisione improvvisa: domani si torna sulla Giradili.
Partiamo la mattina presto dal parcheggio, incredibilmente con la felpa (in agosto) e con l’ombrello per la minaccia di pioggia.
Temperatura perfetta, però alla terza sosta è arrivata una grandinata con vento forte che poche volte ho visto così, tanto che riesco a mettere nel sacco il magnesio e le scarpette, e in pochi secondi eravamo completamente fradici e duri di freddo.
Sembrava il finimondo... ma solo per qualche secondo e poi tutto è tornato alla normalità con del vento caldo che ci ha scaldato un po’.
...povera Sara ...anche questa doveva succedere!
Incazzato - anche per scaldarmi - decido di continuare. Talmente nero che se non ho staccato io qualche appiglio, non lo stacca più nessuno!
Poi è anche arrivato il sole, il che non dava per niente fastidio, e così le ultime lunghezze me le sono proprio godute con un clima primaverile.
Per fare le foto mi ha accompagnato Simone Sarti che così ha potuto provare la via e con immenso piacere abbiamo trascorso due belle giornate assieme. Non ci vedevamo da tre anni! ...e vai ...con le birre e il porceddu!
Ritornato poi al mare per l’ultimo round, finito alla sera con un altro windsurf distrutto, un po’ di colpi e una caviglia slogata (ripeto che ne vale sempre la pena però).
Il tour sardo stava finendo. E c’è sempre qualcuno da ringraziare alla fine, sì perché da soli non si fa niente!
In primis Sara per la sua pazienza, sopportazione e volontà, che si è improvvisata anche fotografa da parete, poi Simone per la sua passione e disponibilità, la premiata ditta di apritori per questo capolavoro di via e infine... che gli venga un colpo a quello che mi ha fregato il sacco con tutta l’attrezzatura che avevo lasciato alla base della via in quei giorni!
Bubu          
     
"Mezzogiorno di fuoco"
SARDEGNA
(Punta Giradili)
 

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Windsurf
 
            Foto di Sara Cirilli